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A Trieste “Lo splendore della Grande Venezia”

martedì, 26 settembre, 2017 | Eventi Notizie

Dopo il grande successo di Udine e Bassano, torna a Trieste la mostra di Artigianato Artistico dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia allestita in occasione della Barcolana
TRIESTE – Sede Camera di Commercio ed Ex Salone Borsa Valori
6 – 29 ottobre 2017
INAUGURAZIONE: venerdì 6 ottobre alle 11:00 presso la CAMERA DI COMMERCIO VENEZIA – GIULIA in Piazza della Borsa, 14
INGRESSO LIBERO: venerdì 15:30 –19:30; sabato 10:.00 – 19:30, domenica 10:00 – 16:00.

La città di Venezia è stata per più di un millennio capitale della Repubblica di Venezia e conosciuta a questo riguardo come la Serenissima, la Dominante e la Regina dell’Adriatico. Per le peculiarità urbanistiche e per il suo patrimonio artistico, Venezia  è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo ed è annoverata, assieme alla sua laguna, tra i siti italiani patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. All’apice della sua potenza, nel XIII secolo, Venezia dominava gran parte delle coste dell’Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l’Istria, molte delle isole dell’Egeo, Creta, Cipro, Corfù, ed era la più importante potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva dall’Adda all’Istria, e da parte dell’attuale provincia di Belluno, al polesine veneto. Ma la decadenza cominciò a farsi sentire già nel XV secolo: eventi storici come l’accrescersi della potenza Ottomana e lo spostamento dei commerci verso le Americhe, colpirono duramente la vocazione marittima della città che finì per volgere i suoi interessi economici verso l’entroterra dove si concentravano le sue realtà produttive ed artigianali. Nel XVIII secolo Venezia fu appunto tra le città più raffinate d’Europa, con una forte influenza sull’arte, l’architettura e la letteratura del tempo.

Dopo oltre 1000 anni d’indipendenza, il 12 maggio 1797 il doge Ludovico Manin e il Maggior Consiglio vennero costretti da Napoleone ad abdicare, per proclamare il “Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia”. Con il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 la “Municipalità di Venezia” cessò di esistere e furono ceduti all’Austria il Veneto, l’Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro, che andarono a formare la “Provincia Veneta” dell’Impero austro-ungarico. Tornata ai francesi colla pace di Presburgo del 26 dicembre 1805, fu poi di nuovo austriaca sino all’Unità d’Italia.

Venezia è tutt’oggi famosa per la lavorazione del vetro di Murano, per il merletto di Burano e le arti dei profumieri, ma la storia ci insegna che tutto l’entroterra produceva artigianato artistico di altissimo livello per rendere ancora più splendente la “Grande Venezia”, il senato stesso si occupava della selezione dei comparti artigianali ai quali concedeva privilegi. Per esempio nel  1728 il Senato veneziano cercò di stimolare la produzione ceramica a Nove tramite agevolazioni  fiscali per chi fosse riuscito a  produrre porcellane e a migliorare le Maioliche. Il fine era di combattere le cineserie ed il crescente mercato olandese. Tutt’oggi attiva la ditta Antonibon oggi Barettoni che nel 1732 ottenne il privilegio dal Senato della Repubblica Veneta di essere esente da tutti i dazi per venti anni. Questa scelta favorì e migliorò la produzione interna creando un vero e proprio distretto produttivo, tutt’oggi riconosciuto ed attivo, e tutt’oggi le ceramiche di Nove e Bassano sono famose in tutto il mondo grazie ai fiorenti commerci della Serenissima e vantano la presenza nei maggiori musei di arti applicate internazionali. La ceramica è solo un esempio, si ripete l’esempio per la lavorazione dei panni alti e la tessitura che ha favorito lo sviluppo industriale di Schio, Vicenza e Valdagno.
Non a caso la candidatura di Venezia come capitale della cultura per il 2019 era intesa come nor-est per l’importante legame della città nella storia con il territorio circostante.

In esposizione le opere dei migliori artigiani dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia:

FORMAZIONE: Fondazione Villa Fabris – Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, Università degli Studi di Udine – Dipartimento Studi umanistici e del patrimonio culturale.

LEGNO: Brollo Giuliano, Guasina di Guasina Silvia, Maiero Ivano, Porte Italia Interiors, Radetti Antonio, Studio Nicola Tessari.

PIETRA: Arte 2000, Fornasa Marmi, Mosaici Marcuzzi, NAKA di Tuniz Nicola, Peotta Bruno & Geom. Luigi.

METALLI: MABE Marina Bertagnin, One Man Handmade, Serimania, Studio Creativo di Comelli Fabio.

ORO: Antracite Gioielli, Fucina Longobarda Mazzola, Gioielli De Martin, Laura Balzelli, Maggi Gabriella, Renato Chicco Gioielli, Sergio Mazzola Generazioni Orafe.

TESSILE: Arteviva, Artistiche Lavorazioni Doge, Casari Sonia, Cristina Busnelli, De Sabbata Elena, Elena sartoria, Emozioni by De Martin Gloria, Il Cjaliar, L’oca Bianca ed Altre Storie, Mosolo Pelletterie, Palladio Lifestyle, Renata Bonfanti, Sartoria Girardi Paola, Sartoria Giulietta, Sartoria Cav. Erminia Dionis Bernobi.

CERAMICA: Argilla e mani di Raffaella Bassa, Barettoni già Antonibon di Barettoni Lodovico, C.I. Ceramiche artistiche di Iardino Chiara, Ceramiche Dal Prà, CIBAS di Poli Fabio, Essequadro di Michele Rigon, La Bottega del Tornio di Nico Toniolo, Laboratorio Artigiano di Poloniato Diego, Laboratorio il Pesce Rosso, Rolli Giuliana, Sibania.

VETRO: Futuro Antico, Giochi di Luce, Parise Giovanni Soffieria, themissingpiece.it, Venetian Dreams di Marisa Convento.

CARTA: Arte Bellaminutti, Legatoria Ciani Giovanna, Legatoria Moderna di Eva Seminara, Litografia O. Busato, Ulderica Da Pozzo Fotografa.

 

Mostra a cura della Dott.ssa Agosti Elena
direzione@viart.it – 349/3265551

 

Maggiori informazioni su:
www.confartigianatovicenza.itinfo@confartigianatovicenza.it
www.confartigianatotrieste.itinfo@artigianits.it
www.confartigianatoudine.cominfo@uaf.it
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