
Angelo Gilberto Perlotto (“Gibo”)
Via 4 Novembre, 33
36070 Trissino (VI)
Tel. 0445 490258 - 0445.963362
Descrizione Angelo Gilberto Perlotto, in arte Gibo, è nato a Vicenza il 20 agosto 1959 e vive a Trissino (VI) in via 4 novembre 33.
Dal padre apprende le tecniche di lavorazione dei metalli.
Si perfeziona con corsi di disegno e modellato presso laboratori d'arte.
La sua esperienza di restauratore viene accompagnata da un'approfondito studio e praticantato presso varie fonderie dove sperimenta le tecniche di fusione a cera persa e sulle finiture conservative dei metalli.
Da autodidatta approfondisce la lavorazione dello sbalzo e del cesello.
Esegue dal 1979 innumerevoli restauri collaborando con le varie Sovrintendenze ai Beni Culturali. Tra i più significativi il restauro di villa Capra- Da Porto a Montorso Vic.no, del S.Giorgio di Arcole (VR), del ballatoio di Palazzo Trissino a Vicenza, del Grifone in bronzo ad Arzignano, S. Felice a Vicenza, dell'Arcangelo S.Michele e il drago posto sulla torre campanaria a Trissino (VI) e tanti altri interventi a Venezia, Potenza, Treviso, Como.
Interventi lodatissimi si trovano presso le chiese di Novale (VI), Trissino, Castelgomberto, Piana di Valdagno, aeroporto Dal Molin (VI), Vivaro, Orvieto, Potenza e tante altre.
All'attività su committenza Gilberto Perlotto alterna nella bottega di Trissino, il lavoro libero di artista.Mostre personali di scultura lo hanno contraddistinto sia a livello nazionale che estero. Tra le più significative, Neu-Ulm (D), Baden (A), Reims (F), Biennale internazionale di Arezzo, Feltre, Arzignano, Biennale europea di Limena.
Alla Biennale Internazionale di Stia (Arezzo) 2007 è stato insignito del “ Premio Internazionale per l’evoluzione ed innovazione della materia”.
Nel 2004 ,Gilberto, costituisce la Fucina Trissinese srl (ferro e design), una scuola -bottega dove trasmette, a validi allievi e collaboratori, le tecniche acquisite .
A Gilberto Perlotto.......a cura dello scrittore Mario Rigoni SternNella bottega del padre ha imparato l'arte di lavorare il ferro che
assieme a quella della terracotta, è una delle più antiche.
Nella memoria però, conserva ancora le immagini e l'uso di oggetti
anche questi antichi di secoli, che oggi la tecnologia ha sostituito
con altri molto più pratici ed efficaci ma che non hanno, però,
l'impronta delle mani dell'uomo.
Solo lo spirito di un poeta poteva pensare; fermiamoli nel tempo
e nel ricordo con il ferro forgiato al color bianco e battuto sull'incudine;
trasmettiamo per sempre il loro ricordo per quello che sono stati nella vita
di tanti e per quello che sanno suggerirci.
Così ecco la carèga di paglia consunta, il tabàro, la monèga, il bigòlo,
la chitarra con le corde rotte e la cassa armonica scollata, il tajàpan......
Ora sono fissati per sempre nella solidità del metallo anche per coloro che
hanno memoria labile, o per chi non li aveva visti in uso: sono qui
a trasmetterci di un tempo povero, sì, ma ricco forse di altre cose che
abbiamo perduto.
Descrizione OpereVengono realizzate sculture di varie dimensioni, per lo più, impiegando il metallo ferro che viene forgiato e lavorato secondo le antiche tradizioni fabbrili utilizzando, altresì, metodi innovativi di assemblaggio e finitura delle superfici, quali l’uso del laser e della saldatura autogena.
Vengono impiegati altri metalli-leghe quali il bronzo, l’ottone, l’argento e l’oro. Tali metalli corredano o evidenziano particolari significativi (che io chiamo “punti d’immagine”).
Importante è la finitura (cromismo) delle sculture. A tale riguardo ho impiegato parecchi anni di studi e ricerche sull’uso degli acidi spenti, degli ossidi focali e degli smalti.
Altre sculture vengono realizzate in bronzo. A partire dal soggetto in terra-crea, o plastilina o cera. La fusione viene eseguita a cera persa e la finitura con l’utilizzo di cloruri o solfuri.