
Il Maglio di Breganze si inserisce in un ambito geografico che conobbe una grande diffusione di lavorazioni protoindustriali soprattutto nelle valli dell'Astico e del Leogra. Una delle principali attività era la lavorazione del ferro, che veniva estratto a Forni fin dal XIII secolo, anche se più ricche e sfruttate erano le miniere di Torrebelvicino. Il ferro veniva ricavato dalla pirite e lavorato sia con il diretto che con il metodo indiretto. Gli impianti dove si svolgevano queste lavorazioni erano concentrati lungo la fascia pedemontana, nella quale agli inizi dell'Ottocento si contavano ben 44 magli. Tra questi vi era, appunto, anche il Maglio di Breganze, nel quale la pirite impastata con il carbone vegetale e portata a temperature elevate veniva sottoposta ai colpi del grande martello per ricavare lentamente il ferro puro.