
Ferruccio De Mori nasce a Vicenza nel 1941 fra terre ceramiche, sacchi di colore e forni a gas: terra, colore e fuoco sono elementi che caratterizzeranno tutta la sua vita e le sue opere. Se “l’artista non conoscesse la magia degli elementi e non avesse appreso nel suo studio…le regole per dominare la materia essendone a sua volta dominato”, come scrive Gaetano Salerno, critico d’arte, “acqua, terra, fuoco, aria resterebbero disgiunti…”.
Nel 1957 frequenta la Scuola d’Arte di Nove, l’anno successivo frequenta l’Istituto d’Arte ai Carmini di Venezia sotto la guida di insigni maestri quali Venturini, Gazzar, Bergamini. Diplomatosi nel ‘61, segue nel contempo vari corsi di disegno e pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Santomaso, Vedova e Viani.
Da allora si susseguono partecipazioni a mostre e concorsi ma anche proficue collaborazioni con aziende italiane ed estere per le realizzazioni di opere di design . “Non c’è voglia di rimpianto nell’opera di Ferruccio che ha la lunghezza di una vita e solo nella parte finale, dopo aver perfezionato le tecniche e raggiunto alti virtualismi, dopo aver letto e aver appreso, ha deciso di dare ascolto a un lato artistico rimasto sopito per quanto già ben evidente”. Appassionato di archeologia misterica ed amante del mare, trae da questi spunto per le sue opere che coniugano l’arte figurativa ed interpretativa ad un eccezionale uso del colore e degli smalti che, in particolare, caratterizza il suo lavoro che nascono in uno “studio denso di materia e fortemente permeato di etere … “ continua Gaetano Salerno “dove si intersecano storie di esseri zoomorfi e fitomorfi, sauri e uccelli dallo strano piumaggio, teorie sumere e personaggi fiabeschi”.
Attivo sostenitore dell’Associazione Ex Allievi dei Carmini partecipa con passione ad iniziative collettive e istruttive per la promozione dell’arte ceramica nei giovani. Sceglie volutamente la concomitanza con la manifestazione “Festa della Ceramica – Portoni Aperti” organizzata dall’Associazione “Nove terra di ceramica” del quale apprezza l’impegno e la dedizione alla divulgazione dell’Arte Ceramica
Nella mostra, curata da Federica Preto, tra gli spazi del Molino, antico luogo ricco di storia (e di storie), le opere di De Mori si impongono stagliandosi dialetticamente nello spazio e costruendo un ponte fra passato e futuro, fra quiete e movimento, attraverso l’etere.. il Quinto Elemento, la quintessenza aristotelica.
La mostra segna anche i cinquant’anni di attività di Ferruccio De Mori: anni passati “a ignorare il battito del tempo, ricercando tenacemente riferimenti in culture aliene che arricchiscono ancora di più e sempre di più il suo operare, salvaguardandolo dai luoghi comuni che uniformano e appiattiscono e ingrigiscono, e a lavorare con maestria e dedizione pensando a sé come a un buon artigiano.” Orari: Sabato e domenica 10-22, lunedì-venerdì 16-20
Info: info@ferrucciodemori.it Tel. 393.2909967
Coordinamento generale Roma Bianchini, Coordinamento Artistico Federica Preto, Organizzazione Logistica Ada De Mori, Allestimento e Video a cura di Fabbrica Lumière snc.