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Il Riposo di Penelope

venerdì, 28 aprile, 2017 | Eventi Notizie

Il “Riposo di Penelope” tra le opere esposte in “Donazioni e restauri 2017”
Al Museo Civico della Ceramica Giuseppe De Fabris a Nove la presentazione delle opere donate nel corso del 2016

Domenica 30 aprile 2017 alle ore 16.30 in Sala De Fabris – Piazza De Fabris, Nove (VI)
Presentazione con l’intervento del restauratore prof. Antonio Cornacchione, seguirà visita all’esposizione.

Tra le opere che saranno presentate domenica e che diverranno parte della collezione permanente del Museo Civico della Ceramica di Nove c’è anche l’opera collaborativa donata lo scorso settembre in occasione della XIX Festa della Ceramica di Nove e della mostra “Fragilità il tuo nome è donna” organizzata da ViArt e Confartigianato Vicenza in collaborazione con l’Associazione Pandora Artiste Ceramiste di Cava de’ Tirreni (SA).

L’opera utilizza la suggestione arcaica del telaio, attrezzo che rimanda alla sfera artigianale e domestica femminile: i tasselli formano una tela, a sottolineare la profonda volontà delle donne che li hanno plasmati di unirsi tra loro in modo costruttivo per sostenersi, ritrovando equilibrio, ed evocando in questa maniera il riposo di Penelope quale principio senza fine dell’azione creativa.

La tela di Penelope è un celebre stratagemma, narrato nell’Odissea, ideato dalla moglie di Ulisse che, per non addivenire a nuove nozze, stante la prolungata assenza da Itaca del marito, aveva subordinato la scelta del pretendente all’ultimazione di quello che sarebbe dovuto essere il lenzuolo funebre del suocero Laerte. Per impedire che ciò accadesse, la notte Penelope disfaceva la tela che aveva tessuto durante il giorno. L’astuzia della donna, tuttavia, durò “solo” per poco meno di quattro anni a causa di un’ancella traditrice che riferì ai proci l’inganno della regina. Alla fine, Ulisse tornò, uccise gli usurpatori e si ricongiunse con la moglie. Penelope, per questo stratagemma, è il simbolo per antonomasia della fedeltà coniugale femminile e rappresenta l’ideale di donna del mondo omerico, un vero e proprio modello di comportamento, sintesi di bellezza, regalità, pudore, fedeltà e astuzia. Una donna capace di aspettare l’uomo che ama, senza mai dubitare del suo amore. Questa figura femminile è stata scelta in contrasto alla celebre frase che Amleto rivolge alla madre “Fragilità, il tuo nome è donna” (titolo della mostra proposta lo scorso settembre), quando lei, a distanza di meno di un mese dalla morte del marito, sposa il di lui fratello.

Gli elementi iconografici scelti per Il riposo di Penelope, sono la spirale, quale simbolo del cammino della vita, e la sagoma femminile. Le molteplici tessere lavorate con tecniche diverse, traforate a rete, bucate o prodotte con numerosi tipi di texture, si alternano in un gioco di pieni e di vuoti, con l’intento di riprodurre un ricamo. I colori di riferimento sono le diverse tonalità del bianco, come nella tradizione delle coperte dei talami nuziali, senza la rinuncia a qualche elemento cromatico di stacco. Le tessere ceramiche, ognuna realizzata da una diversa ceramista, sono cucite tra loro da un sottile filo rosso, come simbolo di unione e collaborazione tra le donne. A memoria della tessitura, una formella realizzata a telaio con diversi filati da Cristina Busnelli, come trait-d ’union della tela-coperta con l’elemento ceramico in paperclay, materiale scelto perché leggero e resistente, ma soprattutto ecosostenibile.

Coordinatore della progettazione: Miriam Gipponi

Responsabili per le relazioni: Anna Rita Fasano (Associazione Pandora) , Elena Agosti (Viart – Confartigianato Vicenza)

Le artiste: Antonietta Acciani, Marialuisa Aiello, Carmen Apuzzo, Rosa Autilio, Sandra Ban (Croazia), Maria Rachele Branca, Ada De Mori, Rosalba Di Chiara, Ilaria Di Giacomo, Amalia Ferrigno, Vera Cosentino, Gaia Gargiulo, Miriam Gipponi, Gabriella Lamberti, Maria La Mura, Rosella Mastroroberto, Marika Mihajlfi (Serbia), Tonia Molinari, Elisabetta Nicoli, Nicoletta Paccagnella, Bruna Pallante, Annie Rinauro, Raffaella Russo, Simona Schiavone, Elisabetta Surico, Paola Taglè, Elia Tamigi, Rosa Tipaldi, Pina Franzese, Francesca Rega, Luisella Rech, Cristina Busnelli (elemento in tessitura).

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