Per scoprire le opere del Palladio, e lo stile architettonico che ha conquistato il mondo, Vicenza è la destinazione ideale: in nessun altro luogo si concentrano così tante delle sue creazioni, tra palazzi, monumenti, dimore e chiese raggiungibili a piedi nel centro storico.
Questa guida raccoglie le principali opere di Andrea Palladio a Vicenza, con alcuni tour pensati per chi ama l’architettura e vuole conoscere la storia locale. Con Viart le opere del Palladio assumono un valore unico, attraverso le storie degli artigiani che le vivono.
Indice
Perché Vicenza è la città del Palladio (e dell’oro)
Se Vicenza è conosciuta come la città del Palladio, un motivo c’è. La vicenda dell’architetto si intreccia con la storia vicentina del Cinquecento, quando l’aristocrazia locale commissionò palazzi imponenti per emulare lo sfarzo del patriziato veneziano.
Nato Andrea di Pietro della Gondola, il futuro Palladio deve molto al mentore vicentino Giangiorgio Trissino, che ne coltivò il talento e lo avvicinò allo studio dell’antichità classica.
Da Vicenza il suo linguaggio, il palladianesimo, si diffuse come modello architettonico in tutta Europa, fino a lasciare traccia nell’architettura istituzionale del Nord America. Non stupisce che la città di Vicenza sia Patrimonio UNESCO dal 1994, con i suoi ventitré edifici attribuiti al Palladio, riconoscimento esteso alle ville palladiane del Veneto nel 1996.
C’è poi un filo conduttore che lega queste opere: la Pietra di Vicenza. Tenera da scolpire e capace di indurirsi con il tempo, fu il materiale prediletto dal Palladio per colonne, capitelli e statue, tuttora lavorato dagli artigiani del marmo e della pietra con tecniche antiche.
Negli stessi anni in cui il Palladio disegnò i suoi palazzi, Vicenza visse anche l’apice della tradizione orafa, portata ai massimi splendori dall’incisore Valerio Belli, al tempo celebrato in tutta Europa. Per questo Vicenza divenne sia la città del Palladio che la città dell’oro.
I monumenti e le opere di Andrea Palladio nel centro storico
Il centro storico di Vicenza è un museo a cielo aperto: in pochi passi si incontrano i principali monumenti che hanno reso celebre il Palladio.
Basilica Palladiana
Affacciata su Piazza dei Signori, la Basilica Palladiana è l’opera che consacrò l’architetto.
Il progetto avvolse il preesistente Palazzo della Ragione con un doppio ordine di logge a serliana, una serie di archi affiancati da due aperture rettangolari.
Il risultato fu una facciata dall’equilibrio architettonico perfetto, diventata il simbolo della città. Sotto queste logge, un tempo, operava la Fraglia degli Orefici: non a caso oggi la Basilica ospita il Museo del Gioiello, unico in Italia nel suo genere.
È il legame tra l’architettura del Palladio e l’artigianato orafo, che a Vicenza non si è mai interrotto.

- Scopri “l’Itinerario della Fraglia e degli antichi bagliori”: il percorso di Viart tra le botteghe orafe di Contrà Porti, la casa di Valerio Belli e il Museo del Gioiello.
Teatro Olimpico
Ultima opera del Palladio e primo teatro coperto dell’epoca moderna, il Teatro Olimpico è forse la sua creazione più sorprendente. Ispirato ai teatri dell’antica Roma, custodisce una scena lignea fissa con vie prospettiche che simulano una profondità impossibile, completata dopo la morte del Palladio dal suo allievo Vincenzo Scamozzi. La cavea è coronata dalle statue dei membri dell’Accademia Olimpica, che commissionarono l’opera.
- Dal palcoscenico del Teatro Olimpico ai palazzi della città: partecipa a “Tutte le strade partono da Tebe”, l’evento speciale di Viart che attraversa Palazzo Chiericati, Corso Palladio e Piazza dei Signori fino al quartiere Barche, in occasione di VIOFF.
Loggia del Capitaniato
Di fronte alla Basilica, sempre in Piazza dei Signori, si erge la Loggia del Capitaniato, progettata nel 1565 come sede del capitanio, il rappresentante della Repubblica di Venezia. Opera tarda e rimasta incompiuta, si distingue per le imponenti colonne giganti in mattone e per le decorazioni che celebrano la vittoria veneziana nella battaglia di Lepanto.
- Da Palazzo Chiericati alla Loggia, tra botteghe e scorci nascosti: scopri “Portoni e palazzi segreti di Vicenza”, il tour Viart che attraversa Piazza dei Signori e conduce alle botteghe artistiche di Bernardotto & Meneghetti ed Edoardo Maria Maggiolo.
Arco delle Scalette
Ai piedi della salita che conduce al Santuario di Monte Berico, l’Arco delle Scalette segna l’ingresso monumentale al percorso votivo. Realizzato su disegno del Palladio dopo la sua scomparsa, è un omaggio alla classicità romana tra misure, proporzioni e scena urbana.
I palazzi palladiani e le famiglie nobili di Vicenza

Vicenza è anche una città di maestosi palazzi: le famiglie nobili vicentine fecero a gara per affidarsi alle architetture del Palladio, in una sequenza di dimore e residenze neoclassiche che ancora oggi definiscono il volto del centro storico.
Palazzo Chiericati
Affacciato su Piazza Matteotti, un tempo l’area del mercato e del porto fluviale, Palazzo Chiericati è tra i progetti più innovativi del Palladio. La doppia loggia aperta al piano terra crea uno spazio arioso e insolito per l’epoca, un vero manifesto del rinnovamento urbano.
- Da qui parte “Oro, gemme e ceramiche: la Forma del Bello”, l’itinerario Viart che dalla loggia di Palazzo Chiericati conduce alle botteghe orafe di Adelina Scalzotto e Lorenzo Bazzo, fino alle sale barocche di Palazzo Leoni Montanari.
Palazzo Barbaran da Porto
In Contra’ Porti, Palazzo Barbaran da Porto è l’unico grande palazzo cittadino che Palladio riuscì a completare integralmente. La sua qualità monumentale lo ha reso la sede perfetta del Palladio Museum, il centro internazionale dedicato allo studio dell’architetto.
Palazzo Thiene
Poco distante, Palazzo Thiene mostra un Palladio inedito: la facciata a bugnato massiccio trasmette forza e severità, molto diversa dall’eleganza a cui si è abituati. Progettato nel 1542 e rimasto incompiuto, il palazzo ben racconta l’ambizione delle grandi casate vicentine.
- Il tour “Vicenza, città di palazzi e famiglie nobili” proposto da Viart attraversa Palazzo Thiene per poi condurre alla bottega dell’artigiano Edoardo Maria Maggiolo e al laboratorio orafo di Lorenzo Bazzo, terminando davanti a Palazzo Chiericati.
Palazzo Iseppo da Porto
Sempre in Contrà Porti, di fronte al Palazzo Thiene, Palazzo Iseppo da Porto custodisce uno degli spazi più raffinati del Palladio: un atrio a quattro colonne di ispirazione classica. Le sale conservano affreschi di Paolo Veronese e Domenico Brusasorzi, mentre sull’attico spiccano le statue in stile romano antico del committente e del figlio Leonida.
Palazzo Valmarana Braga
In Corso Fogazzaro, Palazzo Valmarana Braga segna una svolta: qui Palladio applica per la prima volta a Vicenza l’ordine gigante di lesene sull’intera facciata, un’invenzione che influenzerà l’architettura europea. La dimora è tuttora abitata dalla famiglia e visitabile.
- Proprio su questo corso si snoda “Un filo d’oro che attraversa il tempo”, l’itinerario Viart che porta a scoprire le botteghe orafe di Laura Balzelli e Preziosi Salvato, concludendosi con una degustazione di birra artigianale in Birreria Ofelia.
Casa Cogollo, la “Casa del Palladio”
Lungo Corso Palladio, la piccola Casa Cogollo è nota come “Casa del Palladio”, anche se l’architetto non vi abitò mai. La facciata elegante, nonostante lo spazio ridotto, è un esercizio di stile che dimostra come il maestro sapesse nobilitare anche i fronti più modesti.
Il Palladio di campagna: le ville di Vicenza e provincia

Oltre ai palazzi e ai monumenti urbani, l’architetto ha lasciato un secondo grande capitolo in tutto il Veneto: le storiche ville palladiane, disseminate tra la campagna vicentina e le altre città limitrofe come Verona e Padova, con icone del calibro di Villa Capra “La Rotonda”.
Oltre Vicenza: il Ponte di Bassano, l’opera sul Brenta

L’impronta architettonica del Palladio non si ferma al capoluogo o agli edifici. Il celebre Ponte Vecchio, o Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa, nacque da un suo progetto: dopo l’ennesima piena del Brenta, Palladio disegnò nel 1569 un ponte coperto in legno scandito da colonne, coniugando l’eleganza classica alla sapienza costruttiva.
Distrutto più volte da piene e guerre, è sempre stato ricostruito fedelmente al disegno originale. La sua storia è anche memoria collettiva: ricostruito per l’ultima volta nel 1948, il ponte è oggi dedicato agli Alpini che lo attraversarono durante la Grande Guerra.
Attorno al Ponte Vecchio vive ancora un tessuto fiorente di botteghe storiche, dalla carta dei Remondini alla grappa, che rendono la visita molto più di una tappa architettonica.
Vivi le opere di Palladio a Vicenza: tour ed esperienze Viart
Con Viart, le opere del Palladio non si osservano solo da turisti: si scoprono attraverso le mani degli artigiani che vivono tra i palazzi del centro storico e tramandano le tradizioni più antiche. Gli eventi di Viart intrecciano ogni tappa architettonica palladiana ad un incontro reale con i maestri dell’oreficeria, della pietra di Vicenza e del restauro del legno.
Trovi tutte le proposte attive nel calendario eventi di Viart, organizzabili anche come percorsi su misura per gruppi di almeno 10 persone, o prenotabili come esperienze da regalare per coppie o famiglie, attraverso un voucher di acquisto a lunga validità.



